Il Portogallo lancia la gara di appalto per 50 MW di impianti solari galleggianti

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La società portoghese, a capo di una grande diga sul fiume Guadiana, ha lanciato il bando per ricercare appaltatori di costruzione, ingegneria, approvvigionamento per costruire dieci impianti solari galleggianti con una capacità di 50 MW.

A finanziare il progetto di tali impianti solari galleggianti è stata principalmente la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa con 45 milioni di euro.

Gli impianti solari galleggianti genereranno 90 GWh all’anno e saranno posizionati accanto alle stazioni di pompaggio della rete principale della diga Alqueva, costruita al confine tra Beja ed Evora, nel sud del Portogallo.

Tale progetto occuperà una superficie totale di circa 50 ettari di superficie d’acqua e saranno impiegati 127.000 pannelli fotovoltaici, che eviteranno l’emissione di circa 30.000 tonnellate di CO2 all’anno. Un esempio concreto per ridurre l’inquinamento e tutelare l’ambiente che ci circonda.

Impianti solari galleggianti per l’autoconsumo

L’energia rinnovabile prodotta dagli impianti solari galleggianti andrà ad alimentare principalmente le stazioni di pompaggio della diga. In questo modo saranno ridotte le perdite di trasmissione e la domanda di energia dalla rete. Tutte le eventuali eccedenze saranno invece immesse in rete a prezzi di mercato.

Il più grande impianto solare galleggiante sarà collegato alla stazione di pompaggio di Alamos, quella che consuma più energia rispetto alle altre stazioni della diga. Il responsabile del progetto, che seguirà le specifiche tecniche, la progettazione e il monitoraggio, sarà la cattedra di energie rinnovabili dell’Università di Évora.

In progetto la riserva idrica strategica

Attualmente la diga Alqueva sta ospitando diversi piccoli impianti fotovoltaici a terra e ha in costruzione un progetto galleggiante da 1 MW.

La diga ospita inoltre una centrale idroelettrica ad accumulo da 518 MW. È una tra le più grandi dighe dell’Europa occidentale ed ha la più grande area (250 km²) di laghi artificiali della regione.

In cantiere c’è un altro ambizioso progetto, ovvero creare una riserva idrica strategica con una capacità sufficiente a soddisfare le esigenze di almeno tre anni consecutivi di siccità.

Tutto questo grazie alla costruzione della diga di Pedrógão e una centrale idroelettrica da 10 MW associata a un sistema di irrigazione.

Ricordiamoci sempre che

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Published On: 10 Dicembre 2019Categories: RinnovabiliViews: 51