Il 2023 tra disastri e speranze: Un bilancio dell’anno del Pianeta

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Il 2023 è destinato a concludersi come un capitolo particolarmente denso e drammatico nella storia del nostro Pianeta. Tra alluvioni, incendi devastanti e altre catastrofi naturali, l’anno ha portato con sé una serie di eventi straordinariamente impattanti. Tuttavia, in mezzo a tali prove, emergono segnali di impegno e speranza, specialmente nella rinascita della foresta amazzonica.

Aspetti negativi

Mentre ci prepariamo a tirare le somme non solo delle nostre esperienze personali ma anche di quelle globali, il 2023 si rivela un periodo oscuro per l’ambiente e l’umanità.

•Dalle temperature record confermate dal servizio europeo di monitoraggio del clima Copernicus, che ha designato il 2023 come l’anno più caldo della storia, agli impatti devastanti della nostra indifferenza e inazione climatica, i segnali di pericolo sono evidenti. Il nostro Paese ha vissuto fenomeni meteorologici estremi dopo un periodo di siccità e temperature estreme. Ci sono stati picchi di oltre 40°C, causando ferite aperte come le alluvioni in Emilia-Romagna con 17 vittime e oltre 20mila sfollati. Gli allagamenti autunnali in Toscana hanno seminato distruzione e morte.

 

•Nel resto del mondo, nubifragi e tornadi hanno scatenato il terrore, con la Libia colpita dalla tempesta Daniel, causando inondazioni, il crollo di dighe e la perdita di migliaia di vite umane. Paesi asiatici come Cina e Corea del Sud sono stati colpiti da piogge incessanti, sommergendo città e mietendo numerose vittime. Le conseguenze della crisi climatica sono sempre più spaventose, diffondendosi in tutte le regioni del globo.

 

•Il 2023 è stato un anno letteralmente “di fuoco”, con incendi che hanno devastato boschi e case non solo nel Mediterraneo ma anche in nazioni come il Canada. In Nord America, gli incendi hanno prodotto le più alte emissioni di carbonio mai registrate, con un impatto significativo sulla qualità dell’aria. Le Hawaii, in particolare l’isola di Maui, hanno vissuto il rogo più letale degli Stati Uniti degli ultimi cento anni.

 

•Durante lo stesso anno, l’estensione del ghiaccio marino antartico ha raggiunto il minimo storico dal 1979, quando sono iniziati i monitoraggi. La temperatura media giornaliera delle acque oceaniche ha toccato i 20,96°C ad agosto, superando ogni record.

 

•Il 2023 è stato, purtroppo, caratterizzato anche dallo scoppio della guerra in Israele, un evento che ha profondamente segnato l’anno in corso. Il conflitto ha generato tensioni crescenti nella regione, con ripercussioni sia locali che globali. Le ostilità hanno coinvolto varie fazioni, creando un contesto di instabilità e sofferenza. L’escalation delle violenze ha portato a gravi conseguenze umanitarie, con migliaia di persone costrette a fuggire dalle proprie case in cerca di sicurezza. Il conflitto in Israele, oltre a essere un evento di rilevanza geopolitica, ha suscitato preoccupazione a livello mondiale, richiamando l’attenzione su questioni cruciali riguardanti la pace e la stabilità nella regione.

Aspetti positivi

•Nonostante la natura terrificante di questo anno, ci sono ragioni per sperare. Dall’Amazzonia giungono segnali positivi grazie alla politica di preservazione adottata dal presidente brasiliano Lula, contribuendo a una rinascita dopo anni di deforestazione e sfruttamento illegale. A livello internazionale, passi significativi sono stati compiuti per la tutela dell’ambiente, come il regolamento europeo per la riduzione degli imballaggi e la proibizione della distruzione dei prodotti tessili invenduti.

 

•Oltre alle catastrofi climatiche, il 2023 ha visto anche progressi significativi che portano speranza. La COP28, inizialmente prevista come un insuccesso, si è conclusa con un accordo storico che sottolinea l’urgenza di abbandonare gradualmente i combustibili fossili per salvare il Pianeta. Paesi e aziende stanno investendo nelle energie rinnovabili, con il Portogallo in Europa che guida l’esempio. La tecnologia, con i notevoli progressi nella fusione nucleare, offre prospettive per un futuro energetico più sostenibile e sicuro.

 

In conclusione, accanto al brutto e al cattivo, c’è spazio per il buono. Da questi segnali di speranza dobbiamo trarre ispirazione per migliorare costantemente il nostro stile di vita e proteggere la nostra unica casa: la Terra.

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Published On: 28 Dicembre 2023Categories: AmbienteViews: 33