I Danni Invisibili: La guerra Contro I diritti Dell’Infanzia

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Nella Giornata Internazionale per i Diritti dell’Infanzia, è essenziale riflettere non solo sui diritti fondamentali dei bambini, ma anche sui danni profondi e spesso invisibili che la guerra infligge sulla loro psiche. In questo doloroso periodo storico, l’inasprimento del conflitto tra Hamas e Israele, aggiunto alla guerra in Ucraina, ci ricorda prepotentemente quanto sia importante la pace per il nostro futuro. Nel 2022 i conflitti attivi registrati nel mondo da ACLED, erano 59. Armenia e Azerbaigian, Iran, Yemen, Etiopia, Pakistan, Taiwan, sono solo alcuni, seppur poco raccontati, conflitti reali e attualmente accesi, con tutta la loro brutalità e scia di dolore. In questo articolo esploriamo l’impatto psicologico devastante dei conflitti sui bambini e gli adolescenti, basandoci su studi e ricerche recenti.

Impatto Psicologico Della Guerra

La guerra lascia cicatrici profonde non solo sul terreno, ma anche nelle menti e nei cuori dei bambini. Secondo uno studio dell’UNICEF, oltre l’ 80% dei bambini che vivono in zone di conflitto mostrano segni di grave stress psicologico. Questo include sintomi come l’insonnia, la depressione e l’ansia.

I danni psicologici subiti durante l’infanzia possono avere conseguenze durature. La ricerca pubblicata sulla rivista “Child Psychology” indica che i bambini esposti a guerre sono più suscettibili a disturbi come PTSD (disturbo post-traumatico da stress) e depressione anche in età adulta. Questo suggerisce che l’esposizione precoce a traumi estremi può influenzare negativamente lo sviluppo emotivo e mentale.

I bambini e gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili agli effetti psicologici della guerra. L’esposizione precoce a traumi può avere un impatto significativo sullo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale. Questi effetti possono manifestarsi in modi diversi a seconda dell’età del bambino:

  • Neonati e Bambini Piccoli: I neonati e i bambini piccoli possono sperimentare problemi di attaccamento e sviluppo emotivo a causa della separazione dai genitori o della mancanza di cure amorevoli e sicure. 
  • Bambini in Età Scolare: I bambini in età scolare possono mostrare cambiamenti nel comportamento, difficoltà nell’apprendimento, problemi di adattamento a scuola e problemi di socializzazione. Possono anche sviluppare ansia, depressione e PTSD.
  • Adolescenti: Gli adolescenti possono manifestare comportamenti autolesionisti, uso di sostanze, ribellione, depressione e ansia. Possono anche avere difficoltà nel costruire relazioni e nel pianificare per il futuro.

Un triste futuro

  • Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD):  le persone esposte a eventi traumatici come la guerra, durante l’infanzia, possono sviluppare PTSD, che può manifestarsi con flashback, incubi, ansia intensa e ipervigilanza.
  • Depressione: La guerra può causare una sensazione di impotenza e disperazione nei bambini, portando alla depressione, caratterizzata da una persistente tristezza, perdita di interesse nelle attività e sentimenti di inutilità.
  • Disturbi del Comportamento: L’aggressività, la rabbia e l’opposizione possono diventare comuni nei bambini che hanno vissuto situazioni di guerra. Possono anche mostrare problemi comportamentali a scuola e nella famiglia.
  • Ritardo Nello Sviluppo: L’esposizione a stress prolungati può influenzare lo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale, portando a ritardi nello sviluppo.
  • Difficoltà nelle Relazioni: I bambini che hanno vissuto la guerra possono avere difficoltà a costruire relazioni sane a causa della mancanza di fiducia e della paura di essere feriti.

 

Secondo un rapporto sull’intervento umanitario 2023, l’Unicef ha lanciato un appello per le emergenze di 10,3 miliardi di dollari per raggiungere oltre 173 milioni di persone, tra cui 110 milioni di bambini, colpite da crisi umanitarie dovute a conflitti, catastrofi e crisi climatiche.
Da un’analisi congiunta di UNICEF e Banca Mondiale, risulta che circa 333 milioni di bambini nel mondo, ovvero uno su sei, vivono in condizioni di povertà estrema. 

Possiamo fare qualcosa nel nostro piccolo, per il futuro dei bambini di oggi e i diritti all’infanzia? È fondamentale promuovere l’educazione alla pace e alla tolleranza. Una comprensione profonda dei diritti umani, la storia dei conflitti e delle strategie di risoluzione pacifica. La pressione della società civile e l’attivismo sono strumenti potenti che possono influenzare i governi a perseguire la pace. Il sostegno a organizzazioni come l’ONU, l’UE e altre istituzioni è cruciale nel lavoro di promozione della pace e nella risoluzione dei conflitti.

La pace non è solo un ideale da sognare, ma un obiettivo pratico da raggiungere. Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere. Agire può significare educare se stessi e gli altri, partecipare ad attività di volontariato, sostenere iniziative umanitarie, o semplicemente diffondere messaggi di pace e solidarietà nel quotidiano. Ricorda, ogni piccolo gesto conta.

Maria Montessori affermava che “Tutti parlano di pace ma nessuno educa alla pace. A questo mondo, si educa per la competizione, e la competizione è l’inizio di ogni guerra. Quando si educherà per la cooperazione e per offrirci l’un l’altro solidarietà, quel giorno si starà educando per la pace.”

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Published On: 20 Novembre 2023Categories: Costume&SocietàViews: 191