Nadia Comaneci “evoluzioni” di una donna straordinaria

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Oggi in questa festa speciale, vi parliamo di una donna straordinaria, Nadia Comaneci e le sue “evoluzioni” olimpiche nella ginnastica, ma soprattutto nella vita.

La forza e la tenacia che questa donna ha mostrato nel corso della vita la fanno entrare di diritto nella nostra lista: storie di donne importanti.

Della campionessa di ginnastica c’è molto da raccontare: medaglie olimpioniche, ori per la maggior parte argenti e bronzi, ma soprattutto del primo 10 nella storia delle olimpiadi.

Nadia con le sue evoluzioni perfette alle parallele fu la bambina che negli anni 70 segnò la storia della ginnastica artistica.

Iniziò a fare ginnastica a soli 3 anni e a 6 fu notata da una coppia di allenatori, in cerca di talenti per la propria scuola. Dal 1970 al 1981, rispettivamente dai suoi 9 anni fino a 19, collezionò tutta una serie di successi.

A soli 14 anni, nel 1976 durante le olimpiadi di Montreal, Nadia mandò in tilt i computer. La sua esibizione alle parallele, risultò così perfetta e stupefacente che per la prima volta nella storia i giudici assegnarono 10 ad un’atleta. I computer dell’epoca però non contemplavano numeri superiori al 9.9 e il suo 10 apparve sugli schermi come 1.

 

La donna dietro la grande atleta

Tutto bellissimo! Una vicenda entusiasmante, un’atleta il cui nome resterà per sempre nella storia dello sport e che forse, in molti troveranno invidiabile.

Medaglie a parte, non è tutto oro quel che luccica! Nadia nasce in Romania, in un’epoca dura per la nazione, povera e affamata, sotto la dittatura di Ceausescu.

Nel 1966 il dittatore bandisce l’aborto e ogni forma di contraccezione, tassa ogni uomo e donna sopra i 25 anni, che non abbia ancora avuto figli.

Ceausescu in quell’epoca contrae un debito di più di 13 miliardi dagli stati occidentali,  lo risana in tempi record sulle spalle e a discapito della popolazione. La vita all’epoca del dittatore è dettata dall’obbligo di fare figli, dal quasi divieto di divorzio e dal duro lavoro per tentare di sopravvivere.

Fame, freddo, impossibilità a lavorare e un’altissima percentuale di orfani, sono le uniche basi salde della Romania sotto la dittatura di Ceausescu, che invece vive nel lusso con la sua famiglia.

Nadia come altre atlete dell’epoca è costretta a lavorare sodo giorno e notte per raggiungere gli obbiettivi richiesti. Lo sport non viene considerato come tale, ma una forma di manifestazione della grandezza del paese.

Ignoravo esistesse l’anoressia, io la chiamavo fame!

Nadia Comaneci

Per raggiungere lo scopo è obbligatorio ricorrere a qualsiasi metodo, come la scarsa alimentazione e la somministrazione di ormoni per bloccare la crescita.

Quando al dittatore, giunge la notizia di Nadia, che porta alta la bandiera della Romania nel mondo, la vita dell’atleta finisce completamente nelle mani della famiglia Ceausescu.

A soli quindici anni è costretta a diventare l’amante del figlio del dittatore Nico Ceausescu, conosciuto solo per la sua fama di donnaiolo, manesco e alcolizzato.

A confermare il dramma di Nadia in quegli anni si racconta di strani ricoveri in ospedale per intossicazioni e nel mezzo di quella che sembrava una vita straordinaria: lividi, stupri e un tentato suicidio.

Nadia, l’eroina e la speranza

A volte il destino è segnato sin dalla nascita e quello della stella rumena non poteva finire così, tra le grinfie della famiglia Ceausescu. Quando sua madre scelse di chiamarla Nadia, lo fece perché si era innamorata della protagonista Nadzeda, eroina in un film. Il nome Nadzeda, Nadia il suo diminutivo, significano speranza.

E la speranza è quella che deve aver accompagnato questa giovane atleta nel corso della sua vita: dura e difficile.

Ritiratasi dalle competizioni nel 1984 e sopravvissuta al tentato suicidio, poi dimenticata da tutti è rimasta sola, con il peso del divieto di espatrio dalla Romania.

Nella vita è un continuo imparare, anche dalle situazioni e dalle decisioni sbagliate. Solo così puoi migliorarti.

Nadia Comaneci

Nel 1989 poco prima della caduta del regime, Nadia riesce a fuggire. Di notte, prima in macchina fino in Ungheria e poi per 6 ore a piedi, fino raggiungere Vienna.

Eppure le sue vicissitudini non finiscono con la fuga.

Presso l’ambasciata Americana, Nadia trova asilo come rifugiata politica e da Vienna vola in America. Panait, colui che l’ha aiutata a scappare in cambio di 5.000 dollari, le sequestra i documenti per poterla sfruttare ancora a suo favore.

E’ il 1990 quando Nadia, invitata a partecipare a un talk show, incontra per la seconda volta nella vita Bart Conner, anche lui ginnasta. Si erano già conosciuti nel 1976 durante una premiazione in cui furono fotografati insieme, mentre lui le baciava una guancia. Il secondo incontro però non è un caso, Bart saputo di quell’intervista, a distanza di 14 anni, fa di tutto per incontrare nuovamente Nadia e si presenta a lei con un mazzo di rose.

L’aiuta a liberarsi di Panait, che scappa con 100.000 dollari e lascia Nadia senza un soldo. Fortunatamente con la giovane atleta da lì in poi c’è Bart, lavorano insieme e si sposano nel 1996.

A livello personale, mio figlio Dylan è la cosa più importante della mia vita, il mio più grande successo.

Nadia Comaneci

Oggi Nadia e Bart hanno un figlio e un’accademia di ginnastica che conta più di mille studenti. E’ un’imprenditrice attiva su più fronti e anche nel sociale, ma soprattutto oggi Nadia Comaneci è finalmente libera e felice!

Tanti auguri a Nadia Comaneci, un esempio di forza e speranza per tutte le donne.

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Published On: 8 Marzo 2021Categories: Costume&SocietàViews: 60