L’ondata di caldo colpisce la Siberia

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La Siberia è stata colpita da un’ondata di caldo che ha raggiunto temperature da record. Questo ha suscitato la preoccupazione di tutti gli scienziati, anche perché il caldo torrido ha provocato diversi fenomeni. Ad esempio incendi, sciami di falene della seta, che si nutrono di alberi e un’enorme fuoriuscita di petrolio.

In seguito alla pandemia sono calate le emissioni di carbonio a livello mondiale, ma questo caldo siberiano sta rendendo il 2020, l’anno più caldo mai registrato fino ad oggi.

Un caldo siberiano con temperature da record

Le regioni polari registrano una temperatura in aumento a causa delle correnti oceaniche che portano calore verso i poli. Conseguentemente il ghiaccio e la neve si stanno sciogliendo.

Anche in Russia diverse città, situate nel circolo polare artico, hanno toccato temperature da record. Ad esempio Khatanga ha raggiunto i 25° C, mentre solitamente ha una temperatura di 0°, oppure Nizgabyaya Pesha ha toccato i 30° C. Il record però si è registrato nella città di Verkhoyansk, che ha raggiunto 38° C.

Il Servizio Copernicus sul cambiamento climatico ha rilevato che le temperature superficiali, in alcune aree della Siberia, erano fino a 10° C superiori alla media. Questo è indice della crisi climatica in atto.

Secondo Maria Makarova, la principale meteorologa del servizio meteorologico russo Rosgidromet, “quest’inverno è stato il più caldo in Siberia da 130 anni a questa parte, con temperature medie fino a 6° C superiori a quelle stagionali”.

In più secondo Martin Stendel, del Danish Meterological Institute, le temperature anomale registrate nel mese di maggio in Siberia, senza il riscaldamento globale, si sarebbero potute registrare ogni 100 mila anni.

Infine anche secondo Robert Rohde, scienziato del progetto Berkeley Earth, l’intera Russia ha registrato temperature record nel 2020. Si parla di una media, da gennaio a maggio, di 5,3°C superiore alla media registra negli ultimi anni.

Le conseguenze delle temperature anomale in Siberia

Una prima conseguenza è lo scioglimento del permafrost che desta preoccupazione già da dicembre. Lo stesso presidente russo Putin aveva dato l’allarme, soprattutto in seguito alla fuoriuscita di 20 mila tonnellate di gasolio dalla cisterna. I supporti infatti sono ceduti, ma in molti ritengono che la vera causa non sia stata lo scioglimento, ma bensì l’invecchiamento e la cattiva manutenzione della struttura.

Il caldo torrido ha causato anche vari incendi, che hanno distrutto centinaia di migliaia di ettari di foreste siberiane. A peggiorare tale situazione ci sono stati gli agricoltori, che in primavera bruciano la vegetazione e i forti venti.

Infine ci sono stati gli sciami di falene della seta, le cui larve si nutrono di conifere, che hanno spogliato gli alberi dagli aghi, esponendoli così maggiormente agli incendi.

Una vera crisi climatica sta colpendo la Siberia, che allarma e preoccupa tutti gli esperti del clima. Bisogna necessariamente intervenire.

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Published On: 25 Giugno 2020Categories: Ambiente, ClimaViews: 40