L’Italia è tra i paesi che sprecano più acqua: cambieremo?

Condividi sui social!

In questo momento, come mai prima d’ora, siamo stati costretti a cambiare molte delle nostre abitudini. Potremmo ad esempio iniziare a ridurre lo spreco dell’acqua. L’ondata di Covid-19 ha stravolto decisamente le nostre vite e la nostra routine.

Almeno per il momento ci siamo ritrovati con un’infinità di tempo a disposizione, ore che non sappiamo più come riempire.

Che l’apprensione scaturita dal Covid-19, però, non ci faccia dimenticare degli altri problemi con cui convivevamo e conviviamo tutt’ora.

Proprio in questi mesi in cui le temperature cominciano ad alzarsi è bene ricordarsi che negli ultimi anni il clima come l’abbiamo sempre conosciuto è cambiato.

Ogni volta che piove, ricordiamoci che è un bene, perché il clima mediterraneo italiano sta diventando sempre più secco.

 

Siccità del 2017

Il 2017 è stata l’estate più secca degli ultimi sessant’anni in Italia, con l’80% in meno delle precipitazioni, rispetto alla media storica.

Inoltre, la carenza d’acqua è stata esasperata da un’ondata di caldo con temperature che superavano i 40 gradi.

Nell’estate del 2017, 11 regioni Italiane hanno fatto domanda per lo stato di calamità naturale.

Così il 24 Luglio 2017 Roma prende provvedimenti e ordina lo spegnimento di tutte le fontane, uno degli elementi chiave per quanto riguarda lo spreco d’acqua in Italia.

Basti pensare che, in quel giorno 100 fontane, in tutto lo Stato Vaticano, sono state fermate per la prima volta a memoria d’uomo.

In parte questa carenza d’acqua è dovuta alla natura. Il Nord Italia ha quasi il doppio delle precipitazioni rispetto al sud, dove la scarsità d’acqua è aggravata da temperature annuali più elevate che intensificano l’evaporazione. Nel frattempo, il terreno montuoso italiano rende difficile spostare l’acqua in eccesso tra le sue regioni.

 

L’Italia e il problema dello spreco dell’acqua

Ma se i rubinetti non verseranno più acqua, la natura sarà l’ultima a cui attribuire la colpa. I dati parlano chiaro e gli Italiani sono tra i primi quando si parla di spreco d’acqua.

Duemila anni fa l’Italia vantava gli acquedotti più avanzati dell’epoca. Oggi, le infrastrutture idriche italiane sono in difficoltà e nonostante si stiano compiendo sforzi per riparare e sostituire le parti deteriorate e inefficienti della rete, i problemi sussistono.

L’Italia ha una delle più alte impronte idriche in Europa, più di 2.000 metri cubi per persona all’anno. Supera del 25 percento la media europea.

Alla base dell’approvvigionamento idrico in Italia troviamo l’agricoltura. Vaste aree dell’Italia non sono naturalmente adatte alle colture e richiedono un’irrigazione estesa.

Delle acque utilizzate per l’irrigazione il 15 percento proviene da falde acquifere sotterranee destinate ad esaurirsi.

L’agricoltura ha inoltre contribuito al problema dell’inquinamento idrico, poiché i fertilizzanti, penetrando nella falda acquifera, hanno contaminato le nostre acque.

Ecco spiegato perché pochi italiani scelgono di bere l’acqua dal rubinetto domestico, scegliendo di fare affidamento sull’acqua in bottiglia, usandone circa 230 litri a persona all’anno.

In casa, l’italiano medio usa circa 220 litri di acqua potabile per attività quotidiane come cucinare, lavare e pulire. Al contrario, molte persone nei paesi in via di sviluppo sopravvivono con o meno di 20-30 litri di acqua al giorno.

I dati indicano che, gran parte del nostro consumo di acqua per uso domestico non è necessario e che si potrebbero ottenere enormi risparmi d’acqua.

 

Soluzioni

Basterebbe che ognuno di noi si impegnasse ad adottare comportamenti piccoli e semplici ma decisamente impattanti.

Tra questi ci sono docce più brevi, l’installazione di contatori d’acqua e rubinetti a bassa pressione, evitare di sciacquare le stoviglie prima di destinarle alla lavastoviglie.

La prospettiva imminente di un ulteriore incremento della siccità e maggiori restrizioni idriche che potrebbero essere applicate, molto più che lo spegnimento delle fontane, potrebbero essere la motivazione di cui l’Italia ha bisogno.

E perché non approfittarne di tutto questo tempo a disposizione per iniziare il cambiamento dal piccolo delle mura domestiche?

Stiamo vivendo un momento significativo della nostra storia, i cambiamenti che porterà, saranno anch’essi significativi. Stiamo imparando a vedere le nostre abitudini riscritte da un giorno a un altro. Se riusciamo ad affrontare tutto questo, perché non dovremmo riuscire a spengere l’acqua mentre ci laviamo i denti?!

Partiamo da qui, un passo alla volta!

Condividi sui social!

Published On: 9 Aprile 2020Categories: Ambiente, ClimaViews: 35