Il gatto e la strega, una coppia da paura

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Halloween si avvicina e nelle immagini che più rappresentano questa festività pagana, non possono mancare loro. Il gatto e la strega, una coppia da paura! 

Antichissime origini per un animale che non si lascia addomesticare facilmente, da sempre il gatto, incute all’uomo  fascino e timore.

Dall’essere venerato durante l’antico Egitto fino al medioevo, in cui veniva cacciato, perseguitato e bruciato al pari di una strega.

Nella sua lunga presenza tra gli umani ha saputo lasciare una chiara impronta, vista in modi diversi, ma pur sempre con un’aura mistica e un pò di paura.

Le origini dei gatti sono antichissime, da ricercare addirittura 50 milioni di anni fa con il “miacis”. Un antico antenato del gatto, ma anche di altre specie come il cane e l’orso.

25 milioni di anni fa però troviamo lo “smilodon” chiamato anche gatto con i denti a sciabola e molto più simile alla tigre. Per chi ha già letto il nostro articolo: Il gatto, il piacere per l’uomo di coccolare la  tigre saprà però che questa coppia ha in comune persino la genetica.

L’affascinante e rocambolesca storia del gatto

Il gatto che accogliamo oggi nelle nostre case e strade, appartiene alla specie “Melis domestica” e arriva dalla famiglia dei felidi, che ha origini africane.

Nell’antico Egitto, dove venne accolto come un Dio, si trattava della specie  “Felis Lybica” ancora selvaggia, ma comunque più civilizzata. Inizialmente in Egitto venivano utilizzati per liberarsi dei topi nei granai, portatori di malattie. Ben presto i gatti, divennero una presenza stabile in tutte le famiglie. Erano tutelati a tal punto, che esportarli o far loro del male poteva costare addirittura la pena di morte.

Successivamente la considerazione per i gatti raggiunse una tale devozione che si arrivò a raffigurarlo e divinizzarlo sotto forma di una dea. Bastet, inizialmente la dea della guerra, era rappresentata con il corpo di donna e la testa di gatto. Col passare del tempo diventò sempre più simile ad una gatta vera e propria. Bastet finì col rappresentare la donna in generale: dea della casa, della fertilità, delle nascite e ovviamente dei gatti.

Anche i pagani, i norreni nello specifico, consideravano il gatto come un animale mistico dalle caratteristiche spirituali. Secondo gli antichi europei,  erano in grado di assorbire le energie, soprattutto quelle positive e di trasmetterle all’uomo. Erano considerati grandi  protettori della famiglia, anche grazie al loro speciale sesto senso, che li rendeva in grado di percepire un pericolo prima che arrivasse.

La reincarnazione di una strega

A compensare la grande reputazione e il periodo d’oro conosciuto, le sorti del gatto si capovolsero dopo qualche millennio, con l’avvento dei cristiani che cominciarono a perseguitarli.

Forse a causa del fatto, che nonostante le cadute da altezze vertiginose rimanessero comunque in vita. Che di notte con il passo felpato e  gli occhi rilucenti, spaventavano i cavalli facendo ribaltare le carrozze. Per non parlare del gatto nero! In un’ epoca in cui le strade non erano illuminate, nel buio sinistro delle notti silenziose,  deve aver contribuito a terrorizzare un sacco di persone. Fatto sta che, nel periodo più triste della storia dell’uomo nei confronti delle donne, i gatti si sono ritrovati loro sfortunati compagni di sventura.

Fu così che nel medioevo con la caccia alle streghe, cominciò la condanna a morte per i proprietari dei gatti e per coloro che li sfamavano.

I poveri animali, finirono sul rogo con l’accusa di essere la reincarnazione delle stesse streghe o addirittura del diavolo!

Dal rischio estinzione al divano

I gatti hanno rischiato di estinguersi a causa di un secolo di ignoranza. Finita l’epoca buia della storia umana, questi fantastici animali  sono finalmente tornati ad essere visti come animali da compagnia affascinanti, dolci ma comunque indomabili.

Nella religione buddista il gatto è visto come un animale spirituale, in grado di allontanare l’ansia e le energie negative, ma sopratutto capace di portare armonia!

Secondo una leggenda, quando l’anima raggiunge il più alto livello spirituale, questa si reincarnerà proprio in un gatto e alla sua morte, l’anima della persona raggiungerà finalmente la pace eterna.

Se oggi possiamo ancora godere della loro piacevole compagnia, è grazie alla loro grande capacità di prolificare e ai contadini. I contadini erano coloro che potevano ben apprezzare le doti del gatto e oltre a loro,  qualche possibile “strega” di cui vi parleremo nei prossimi articoli, tutti in tema halloween.

Oggi i gatti sono tornati a vivere nelle case, nelle famiglie e ad alleviare lo stress di umani sempre più in crisi. In molti casi purtroppo sono abbandonati, ma fortunatamente in molti altri vivono comodi sui divani.  Amati, coccolati e protetti, al caldo d’inverno e al fresco d’estate, senza neanche più sentire il richiamo della caccia.

I gatti sono riusciti persino a recuperare la loro buona reputazione e li troviamo protagonisti di storie, cartoni animati e film. Sempre magici, indomabili ed eleganti.

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Published On: 9 Ottobre 2020Categories: Ambiente, Animali & Biodiversità, KidsViews: 82
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