I leader del G7 si impegnano a frenare il cambiamento climatico, ma per il carbone?

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Domenica 13 giugno i leader del G7 si sono impegnati ad agire contro il riscaldamento globale e a proteggere la biodiversità. Non sono però riusciti a fissare una data per fermare le ricerche di nuovi giacimenti di materiali fossili.

In Cornovaglia nel Regno Unito si è tenuto il 47° vertice del G7, qui i leader delle nazioni più industrializzate del mondo dovevano cercare soluzioni per ridurre le emissioni di carbonio.

I leader del G7 hanno promesso di ridurre del 50% le emissioni entro il 2030.

Hanno anche deciso di interrompere i finanziamenti internazionali nei confronti dei progetti relativi al carbone, che non dispongano della tecnologia adeguata per catturare e immagazzinare l’anidride carbonica entro il prossimo anno.

Non hanno fissato però una data per cessare la combustione del carbone. Tutto ciò è stato visto come un anello debole nella lotta alla crisi climatica.

 

L’incontro internazionale del G7

In questo incontro per la prima le principali nazioni industrializzate hanno deciso di ridurre collettivamente le proprie emissioni entro il 2030.

Tutti i paesi del G7 ad oggi incidono per circa un quarto delle emissioni di carbonio del mondo.

Fino ad oggi infatti sono tutti paesi che sono stati sottoposti a crescenti pressioni affinché agiscano per frenare il cambiamento climatico. Inoltre si devono anche impegnare a sostenere i paesi in via di sviluppo per porre fine alla loro dipendenza dai combustibili fossili.

Il vertice però non ha soddisfatto le aspettative, in quanto i membri non si sono impegnati a vietare l’esplorazione del carbone o quanto meno ad aumentare i finanziamenti internazionali ai paesi in via di sviluppo per affrontare tale cambiamento climatico.

 

Le perplessità

In molti sostengono che questi fallimenti renderanno difficile per i paesi convincere la Cina a ridurre il proprio crescente utilizzo di carbone. Soprattutto a raggiungere un accordo internazionale sul clima al vertice delle Nazioni Unite a fine anno.

Secondo Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International, “Questo è stato un momento in cui il 7 avrebbe potuto mostrare una leadership storica, mentre ha lasciato un enorme vuoto”. (dichiarazione rilasciata al New York Times).

L’edizione prossima del G7 si terrà nell’estate del 2022 in Germania. Quasi sicuramente sarà il primo importante impegno internazionale della persona che succederà ad Angela Merkel nell’incarico di cancellerie tedesco.

Vedremo se i risultati saranno migliori per il nostro Pianeta.

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Published On: 22 Giugno 2021Categories: Ambiente, ClimaViews: 58
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