Blocco indotto delle città riduce l’inquinamento dell’aria

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Fino a poco più di un mese fa, tra i trend principali di tutto il mondo, ad imporsi era il problema dei cambiamenti climatici, dovuti in gran parte all’inquinamento.

Oggi al primo posto troviamo il cosiddetto Coronavirus, preoccupazione che sta affliggendo la popolazione del mondo intero.

Grande sfida di questo inizio 2020, tra il caos e le vittime che continua a lasciarsi dietro nella sua apparente inarrestabile corsa, si è lasciato scappare però una nota positiva. Gli esperti hanno riscontrato una notevole diminuzione dell’inquinamento da smog.

I dati parlano chiaro: il blocco quasi totale delle città, conseguente al decreto del governo sull’emergenza Coronavirus, ha ridotto in modo drastico l’inquinamento da smog.

Fatto riscontrato già in Cina, primo paese colpito dal COVID-19. Ora in Italia, la riduzione dell’attività produttiva, lo stop agli spostamenti, l’esortazione a restare a casa, hanno contribuito a far calare le emissioni di CO2 di 428.000 tonnellate.

Inoltre condizioni metereologiche che hanno “lavato” l’atmosfera, hanno contribuito all’impressionante abbattimento delle nocive quantità di polveri sottili prodotte dall’attività umana.

Le conseguenze dell’inquinamento dell’aria

Ogni anno milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente a causa dell’inquinamento dell’aria. Lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Polmoni, cuore e cervello sono gli organi più colpiti, ma ne risentono anche le ossa.  L’inquinamento da smog può provocare seri disturbi respiratori, cardiovascolari, tumori, osteoporosi, e talvolta depressione.

 Un impegno costante per un ambiente che ne ha assoluto bisogno

Nel caotico clima che ci circonda oggi, ai non esperti, non sarà neanche apparsa la differenza. Chiusi in casa e senza i giusti mezzi e conoscenze sarà difficile constatare i vantaggi della riduzione dell’inquinamento dell’aria.

L’importante però, è che chi se ne occupa, chi studia il fenomeno, ci tenga informati e ci mostri i pregi che questo comporta. Nella speranza che una volta usciti da queste circostanze riusciremo a realizzare che il cambiamento non è più un’opzione da scegliere, ma una necessità.

Nella speranza che la prossima volta che ci impegneremo a ridurre l’inquinamento, sarà per renderlo una costante e non una conseguenza dovuta ad una congiuntura del momento.

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Published On: 18 Marzo 2020Categories: Ambiente, ClimaViews: 43