Sostenibilità negli acquisti dopo la pandemia

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Stando agli ultimi dati dell’EY future consumer index, la pandemia da Covid-19 ha cambiato le nostre abitudini.

In che modo? Gli italiani risultano essere sensibili al tema della sostenibilità quando effettuano i loro acquisti. Risulta infatti che il 74% stia attento all’impatto ambientale dei propri acquisti e il 66% a quello sociale. Inoltre il 65% ha sicuramente un occhio di riguardo ai cambiamenti climatici.

Abbiamo quindi un panorama dove in effetti c’è un cambio culturale importante, soprattutto in termini di comportamenti virtuosi.

Dal campione analizzato risulta che il 94% riutilizza le borse della spesa, il 93% sta attento a risparmiare energia, il 91% risparmia l’acqua. Infine l’86% ricicla prodotti acquistati e l’84% riduce le proprie emissioni.

 

La sostenibilità nei nostri acquisti

Analizzando i dati su scala mondiale, abbiamo che l’84% dei consumatori si aspetta che le imprese abbiano un comportamento etico verso i lavoratori e comunità. L’82% si aspetta una produzione sostenibile e l’85% che i fornitori siano scelti per la loro elevata sostenibilità.

Nonostante le varie avversità dovute alla scarsa qualità (63%), marketing ingannevole (63%), informazioni fuorvianti sul prodotto (58%) e prezzi alti (57%), solo il 25% ha ammesso di spendere del tempo per verificare i requisiti di sostenibilità dei prodotti acquistati.

Decisamente è il prezzo che condiziona le scelte di consumo, che in molti casi ostacola la volontà di acquistare in modo sostenibile. Non siamo nemmeno così radicali. Solo il 51% dichiara di ridurre l’utilizzo dell’automobile in favore di bici e mezzi pubblici. Il 45% evita di mangiare carne e il 31% latticini, infine solo il 28% usa energia solare nella propria casa. Risultati migliori li abbiamo quando si parla di volontà nel pagare di più se il prodotto sia effettivamente valido e di qualità (48%), oppure che il prodotto sia nazionale (42%) o sia sostenibile (30%). L’unica eccezione riguarda il cibo fresco che deve avere caratteristiche salutistiche e km 0.

Secondo il consulting market leader di EY in Italia, Paolo Lobetti Bodoni,

Oggi ci troviamo di fronte ad un paradosso: sempre più consumatori vogliono comprare prodotti sostenibili, ma i prezzi troppo alti, il marketing ingannevole o la bassa qualità tendono a scoraggiarli. Si crea così un gap tra i buoni propositi dei consumatori e le loro azioni effettive che le imprese devono riuscire a colmare”.

 

Consigli utili

Cinque sono i punti che ha individuato EY per rispondere alle esigenze dei consumatori più sensibili alla sostenibilità. Secondo Stefano Vittucci, EY consumer products e retails sector leader in Italia, “il perseguimento della sostenibilità per realizzare la creazione di valore, è quello di adottare una prospettiva olistica ma mirata, fornire autenticità basata sull’evidenza, considerare l’intera catena del valore e riprogettare i modelli operativi per il futuro”.

La ricerca ha preso in considerazione un campione di oltre 14 mila cittadini di tutto il mondo, 500 in Italia.

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Published On: 27 Agosto 2021Categories: Costume&SocietàViews: 44