Fecondazione in Vitro di rinoceronte bianco

Condividi sui social!

Il recente successo della prima fecondazione in vitro di un rinoceronte bianco meridionale potrebbe rappresentare una svolta cruciale per la sopravvivenza della specie settentrionale. Attualmente infatti è a rischio di estinzione. Questo importante passo avanti è stato compiuto dai ricercatori del consorzio scientifico Biorescue. Quest’ultimi stanno cercando di utilizzare la tecnica della fecondazione in vitro per salvare i rinoceronti bianchi settentrionali, considerati funzionalmente estinti.

Specie in estinzione

La situazione critica della specie settentrionale è evidente dal fatto che attualmente esistono solo due femmine di rinoceronte bianco settentrionale. Purtroppo entrambe sono incapaci di portare a termine una gravidanza. In un tentativo disperato di preservare la specie, i ricercatori stanno sperimentando l’impianto di embrioni di rinoceronte bianco settentrionale coltivati in laboratorio in surrogati meridionali. Questo ambizioso programma di riproduzione rappresenta l’ultima possibilità di sopravvivenza per i rimanenti due membri della specie. Attualmente sono ospitati presso la Ol Pejeta Conservancy in Kenya, dove sono sottoposti a sorveglianza costante per proteggerli dai bracconieri.

Un tentativo non riuscito

Nonostante il successo della fecondazione in vitro, un recente esperimento ha subito una tragica perdita quando il toro e la madre surrogata, insieme al feto, sono stati colpiti da un’infezione non correlata. Gli scienziati ritengono che l’infezione sia stata causata da batteri rilasciati da una colata di fango nel loro recinto. Nonostante la tragedia, il team rimane fiducioso che i futuri tentativi avranno successo e che sarà possibile produrre vitelli di rinoceronte bianco settentrionale nei prossimi due anni e mezzo.

Operazione delicata

La prossima fase del progetto prevede il tentativo di ripetere l’impresa con altri embrioni creati da ovuli raccolti dalle femmine sopravvissute e sperma conservato dai maschi deceduti. L’operazione è estremamente delicata e prevede che sia il comportamento del rinoceronte maschio ad indicare quando la femmina è pronta a concepire. L’embrione viene quindi impiantato attraverso il retto nell’utero della surrogata, tenuta sotto anestesia per garantire il successo dell’operazione.

Biorescue ha raccolto ovuli dalle femmine Najin e Fatu dal 2019, sebbene la maggiore delle due sia stata ritirata dal programma nel 2021. Il maschio Sudan, l’ultimo rappresentante maschile, è morto nel 2018. Nonostante la scarsa qualità dello sperma conservato, i ricercatori sono determinati a continuare gli sforzi per salvare la specie.

Speranza

Con oltre 30 uova fecondate in attesa di essere utilizzate, il team di Biorescue è ottimista riguardo al futuro. Suggeriscono infatti che la fecondazione in vitro potrebbe fornire un modello per salvare altre specie di rinoceronti in via di estinzione, come il rinoceronte di Sumatra nel Sud-est asiatico.

In conclusione, questo progresso scientifico rappresenta una speranza concreta per la salvaguardia delle specie in via d’estinzione e sottolinea l’importanza di proteggere l’intero pianeta e la sua diversità biologica.

Condividi sui social!